Cosa non va alla C24 Bank?
L'Autorità federale di vigilanza finanziaria tedesca (BaFin) ha riscontrato gravi carenze presso la banca controllata da Check24, C24 Bank, e ha inasprito massicciamente la vigilanza. Problema centrale:
una prevenzione del riciclaggio insufficiente. Già nel 2024 la banca aveva dovuto pagare una sanzione di 1,25 milioni di euro, perché le segnalazioni di operazioni sospette erano arrivate in ritardo alla Financial Intelligence Unit (FIU). Ora sono state scoperte ulteriori carenze:
- Procedura di segnalazione delle operazioni sospette carente: le transazioni sospette non sono state segnalate o lo sono state troppo tardi.
- Obblighi informativi deboli: le richieste delle autorità hanno ricevuto risposte incomplete o tardive.
- Conti usati a scopo fraudolento: i meccanismi di controllo interni non sono riusciti a individuare gli abusi.
- Carenze organizzative: mancanza di cultura del rischio, sovraccarico nel settore antiriciclaggio (AML) e risorse IT e di personale insufficienti.
Commissario speciale:
La BaFin reagisce con misure dure: nomina di un commissario speciale, aumento dei requisiti di fondi propri e obblighi di rendicontazione serrati. Per i clienti questo non comporta per ora limitazioni nei pagamenti, ma controlli più severi sui bonifici e domande sull'origine dei fondi. Contesto: C24 Bank è stata fondata nel 2020 e persegue un modello fortemente orientato alla digitalizzazione e alla scalabilità. Ma la rapida espansione è avvenuta evidentemente a scapito della compliance. Il caso mostra in modo esemplare come le fintech sotto pressione di crescita sottovalutino i requisiti normativi – con conseguenze costose.
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